Le ormai consolidate relazioni tra questa Amministrazione, gemellata con Siracusa,  l’Arcidiocesi di Siracusa,  il Patriarcato di Venezia e la Diocesi di Pescara, ci hanno consentito di far giungere a Erchie, custoditi nelle teche di cristallo, il Santo  Corpo di  Santa Lucia e il Santo Corpo di Santa Irene, traslati rispettivamente da Venezia e da Catignano, per l’ostensione dal 24 Aprile al 4 maggio.

All’evento eccezionale,  per la contestuale traslazione e ostensione dei due Sacri Corpi per dieci giorni,  l’opinione pubblica presta particolare attenzione e ammirazione, rispetto e ossequio.

Mi onoro di sostenere che la pervicacia di questa Amministrazione,  con  il sostegno del  Vescovo della Diocesi di Oria, arricchisce di una nuova esperienza le precedenti ostensioni dei resti mortali di Santa Lucia giunti da Siracusa, nel corso dell’evento del 2009 “I luoghi di Santa Lucia” e nel 2011 con Santa Lucia tra fede cultura e tradizione” e, da ultimo “Santa Lucia con gli occhi suoi belli” nel 2014, allorquando fu traslato il corpo di Santa Lucia da Venezia a Erchie, per la prima volta in Puglia e, per la seconda traslazione in assoluto, dopo Siracusa.

Gli eventi fin qui realizzati,  sono stati in grado di catalizzare l’attenzione di fedeli, devoti, pellegrini e turisti, anche giovani, attratti dalla figura di una donna, rivoluzionaria per i suoi tempi e icona attuale dei nostri, raffigurata nel Paradiso Dantesco come nimica di ciascun crudele e che più laicamente oggi,  inseriremmo certamente nella top ten dei Santi, per numero di Comuni italiani devoti al martirio di Lucia.

L’evento registrò circa 100.000 presenze, superando di gran lunga ogni migliore aspettativa. Una pur prevedibile, quanto sorprendente partecipazione dei Cittadini, che attivamente manifestarono interessamento diretto con l’effettivo contributo in tutte le fasi della organizzazione e con la presenza e l’adesione agli eventi, maturò la convinzione che puntare sul turismo religioso rispondesse all’esigenza di sostenere la vocazione propria del territorio. Muovendo dal forte culto nei confronti della Santa Patrona e della Santa Protettrice, dal forte senso di accoglienza e inclusione che caratterizza gli ercolani, dalla unicità di un Santuario che si élèva su due livelli oltre l’ipogeo dominando, indiscusso e maestoso, la piazza Umberto I esattamente di fronte alla Chiesa matrice.

Oggi, forti dello know how delle passate esperienze, l’Amministrazione, in collaborazione con la Diocesi di Oria, l’Unità Pastorale di Erchie, le Istituzioni Scolastiche, i Cittadini e il Terzo Settore in un processo partecipativo di ampio respiro, lavora a un nuovo programma di sviluppo del turismo culturale e religioso veicolato dalla promozione dei patrimoni materiali e immateriali. L’offerta, destagionalizzata rispetto ai flussi turistici che naturalmente apprezzano il Salento e le sue marine in estate, ponendo attenzione alle istanze delle popolazioni locali premiando quelle produzioni artigianali, agroalimentari e i servizi turistici che rispondano al principio della qualità. L’evento, ormai consolidatosi,  rappresenta indubbiamente, un fattore di identificazione e promozione dell’area, consentendo a tutti gli operatori coinvolti, di innescare un processo di crescita collettiva, di uniformare i servizi, di tendere  a miglioramenti strutturali duraturi, di creare una cultura della qualità, di monitorare i risultati raggiunti .

Lo sviluppo di un percorso basato sul turismo religioso, rappresenta uno strumento di coinvolgimento emotivo ed esperienziale in grado di sviluppare la cultura della ospitalità di qualità che trova il suo motore, sul forte senso del valore del lavoro e del rispetto delle tradizioni, della famiglia, della comunità e della sacralità dell’ospite,  ancora intonsi nelle nostre genti.

Siamo lontani dall’idea che le mete religiose e i beni culturali siano solo un pacchetto da vendere e sosteniamo la prassi del “viaggiare sacro” che declina l’elemento religioso a quello culturale attraverso il concorso di diverse componenti (cultura, religione, arte, storia, folclore, ambiente) che si intersecano sinergicamente e che trovano una loro coerenza interna solo al termine del percorso, ben lontani dall’idea che le mete religiose e i beni culturali siano solo un pacchetto da vendere.

Anche quest’anno, quindi, proponiamo un programma multiforme, che sia capace di offrire un vissuto esperienziale che si modella sulle attese e sui bisogni del viaggiatore. Accostando ai valori millenari del viaggio di fede, nuovi stimoli culturali legati alla fruizione dello spiritus loci e alla conoscenza dei suoi beni materiali e immateriali, puntiamo a soddisfare anche le attese dei destinatari che si collocano in ruoli sociali culturalizzati e riflessivi che inscriveremmo nei cosiddetti “turisti riflessivi o intellettuali offrendo   esperienze creative e cognitive che coinvolgano i sentimenti  e le emozioni, la fisicità e la percezione sensoriale.

Lavoriamo per favorire la “cultura del ritorno” verso un viaggio esperienziale,   contrastando un turismo “mordi e fuggi” con comportamenti che abbiano valenza sociale ed etica e che indentifichino il territorio pugliese con il concetto di bellezza e accoglienza piena, sollecitando la voglia di riviverla con parenti e amici in un percorso culturale ed enogastronomico attraverso la Puglia, con le Architetture maggiori e minori da San Giovanni Rotondo, verso il Santuario dei Santi Medici in Oria e il Santuario di Santa Lucia a Erchie, per giungere alla immensità del Barocco leccese e le bellezze naturalistiche delle marine dell’Adriatico e dello Ionio e nella storia della Magna Grecia.

Il Sindaco

Giuseppe Margheriti